Architecture

Il design incontra l’arte

Design Parade 2017: dopo il mondo della moda e quello del design, il Gruppo Ceramiche Ricchetti incontra ora l’arte, per nuove ispirazioni e nuovi orizzonti.

Dal 29 giugno al 2 luglio a Hyères, in Francia, si è svolta la 12.ma edizione di Design Parade. Organizzato da uno dei centri d’arte più importanti della regione, Villa Noailles, Design Parade si conferma come evento pioniere per la selezione di giovani promesse nel mondo del design. Dieci candidati, studenti o neolaureati di provenienza internazionale, vengono selezionati ogni anno da una giuria formata da importanti personalità del mondo del design e dell’arte. In palio numerosi workshop, visibilità e una borsa di studio. Le opere sono esposte fino al 24 settembre nella suggestiva cornice di Villa Noailles, magnifico esempio di architettura  modernista che dal 1925 domina da un’altura la baia di Hyères in Costa Azzurra. Cerdisa, brand del Gruppo Ceramiche Ricchetti a forte vocazione architettonica, ha partecipato all’edizione 2017 con una speciale interpretazione della collezione EC1 da parte dell’emergente designer svizzero Adrien Rovero, che ha già all’attivo collaborazioni con prestigiosi atelier artistici e maison della moda come Hermès.
Rovero ha arricchito la materia pregiata e tecnicamente performante del gres porcellanato con il suo tratto artistico, grazie a speciali tagli e lavorazioni, e con una nota di colore a contrasto, creando pannelli personalizzati e dando vita ad un’intrigante contaminazione tra prodotto industriale e opera d’arte.

INTERVISTA AD ADRIEN ROVERO
Lei è innanzitutto un designer. Come descriverebbe se stesso?

Sì, certamente. Sono affascinato dalle cose, da come sono realizzate e da cosa esprimono. Ad esempio, se visito uno stabilimento produttivo è come se vedessi un enorme parco giochi, con milioni di possibilità in attesa di innovazione. Prendo l’esempio dell’industria perché, quando progetto, è importante per me comprendere cosa sia possibile o meno realizzare. Allo stesso tempo mi chiedo: di cosa abbiamo bisogno? Che cosa mi piacerebbe avere? Sono un sognatore che cerca di trasformare la visione in realtà. Con un approccio olistico cerco di implementare il gioco, ma senza compromettere la funzione!
Qual è il significato di “design meets art” per Lei? Qual è l’obiettivo di questo tipo di sperimentazione?

Il design incontra l’arte è un vecchio dibattito … Per me, sperimentare significa dare priorità all’innovazione e provare nuove tecniche. Ciò ci permette di andare oltre l’esistente. Allo stesso tempo significa non cercare di finalizzare un prodotto in questo momento, bensì provare nuove cose, mentre la loro industrializzazione è un secondo step. E’ un processo emozionante per scoprire il nuovo.

Quali collaborazioni o persone hanno influenzato maggiormente la Sua vita e il Suo percorso professionale?

Innanzitutto la mia istruzione, che mi dà fiducia e mi aiuta a pensare in modo coerente. Sono stato fortunato a lavorare con molti clienti che hanno creduto in me e nel mio design, segnando così il mio cammino. Vedo il mio percorso come il risultato di un’energia generale, è difficile per me citare singoli casi. Cerco semplicemente di fare sempre del mio meglio.

Può dirci qualcosa di più sulla Sua partecipazione alla Design Parade?

La Design Parade è un festival che premia l’arte contemporanea, con un premio erogato ad un giovane designer, selezionato tra 10 designer che presentano le loro opere. Intorno a questo si svolgono poi altre manifestazioni con designer più noti.
In qualche modo è la continuazione della storia di Villa Noailles, costruita da Mallet Stevens per Marie-Laure e Charles de Noailles, mecenati che al tempo sostenevano artisti come Ray Man, Giacometti…
Questo festival si è guadagnato una reputazione importante nel mondo del design, fin dal suo debutto, 12 anni fa. Alla prima edizione ho vinto il premio della giuria e questo mi ha permesso di mantenere con loro un ottimo rapporto.

Alla Design Parade 2017 Lei ha collaborato con Cerdisa. Come vi siete incontrati? Come è stata questa esperienza?

Lavoriamo insieme per provare nuove idee utilizzando le piastrelle ceramiche. All’inizio abbiamo voluto sperimentare, per valutare contemporaneamente se un risultato radicale potesse generare interesse. E’ stato molto professionale e sorprendente rendersi conto che c’erano poche limitazioni.

Può descriverci il concetto artistico sviluppato con la collezione EC1 di Cerdisa?

Con EC1, una delle mie collezioni preferite del brand Cerdisa, abbiamo cercato di “rompere” la materia per creare un nuovo visual. Il progetto presentato a Villa Noialles è lo sviluppo di un’idea nata lo scorso anno utilizzando una macchina a controllo numerico. Normalmente queste macchine e i loro software eseguono le azioni per cui sono programmate; io ho deciso di sfruttare questi programmi per generare dei motivi grafici, senza arrivare mai a forare del tutto il materiale. Con EC1 abbiamo seguito lo stesso principio: la macchina a idrogetto, solitamente utilizzata per tagliare le piastrelle o inciderle, è stata utilizzata per ricreare un disegno specifico, che ho evidenziato decidendo di riempire il pattern inciso con uno stucco a contrasto e portando tutto allo stesso spessore. Il risultato finale è un formato nuovo, dove i tagli veri e propri non si possono e non si riescono a distinguere dalle incisioni… E questo offre soluzioni illimitate